- Incontro formativo per superiore Egitto, Sudan, Betlemme, Kenya -




SPUNTI DI CRONACA:

19.06.2008 - 20.06.2008 - 21.06.2008 - 22.06.2008 - 23.06.2008 - 24.06.2008

25.06.2008 - 26.06.2008 - 27.06.2008 - 28.06.2008 - 29.06.2008

 

Cairo 19-29 giugno 2008

 

Qui Cairo, hallo?!, pronto?! Ci siete care sorelle elisabettine di ogni luogo e ‘tempo’?

Sì, ci siete e lo sentiamo, così come avvertiamo la vostra vicinanza e preghiera affinché questo incontro possa essere un piccolo seme di vita nuova in noi prima di tutto e nelle sorelle che serviamo.

ANCHE NOI CI SIAMO! e in 22, da 5 paesi diversi, … molto diversi! Dal Sudan e da Betlemme siamo in 2, dall’Egitto in 11, dal Kenya in 7 e dall’Italia in 3.

Il caldo un po’ speciale ha colto in contropiede solo le sorelle che provengono dal Kenya, ma siamo certe che…sopravvivranno.

 

Ieri, giovedì 19.06.2008 in serata siamo state accolte da madre Margherita, sr Maritilde e sr Paola alla casa Comboni al Mokattam, una collina rocciosa alla periferia del Cairo, casa gestita dalle suore comboniane; questa la sede del nostro incontro da oggi al 29 giugno; sarà con noi come esperto e animatore dei primi tre giorni fino a domenica 22 giugno il padre Mario Danieli, gesuita.

Dopo cena, madre Margherita ha tracciato il quadro entro cui il nostro incontro formativo si situa, in continuità con i due ultimi capitoli generali e soprattutto nella necessità di creare mentalità e una comune comprensione della Parola forte del Vangelo: “Non così dovrà essere tra voi”.

La superiora, punto di incontro e mediazione tra le sorelle e il governo della Congregazione, non può abdicare al suo compito, o anche solo abbassare la qualità del suo stile di animazione della comunità.

P. Danieli, attraverso una dinamica di scambio a gruppetti di tre, ci ha aiutato a far emergere i problemi sui quali c’è una certa convergenza tra tutte: … un piccolo antipasto, per non andare a letto “digiune” e per evidenziare da subito i tre nuclei su cui lavoreremo nei primi tre giorni:

1. La superiora e l’animazione dell’identità carismatica

2. La superiora e l’animazione della vita fraterna

3. La superiora e il servizio di governo.

BUONA NOTTE.

 

 

Venerdì 20.06.2008

Primo appuntamento comune la colazione alle 7.30 e poi durante la riflessione nella preghiera di lodi p. Danieli ci ripropone la domanda che da sempre Dio rivolge a ciascuno: “Dove sei?”. Dove siamo come superiore? In fuga dalle nostre responsabilità, come Giona, o affidate e obbedienti, innestate nel grande ‘Sì’ di Gesù pronunciato nell’orto degli ulivi? Ripercorrendo la nostra personale storia di liberazione sulla scia di Deuteronomio 26 possiamo far memoria della presenza salvifica di Dio e a Lui continuare ad affidare la nostra vita, certe che è lui a guidare la storia, decidendo di assumerla nel luogo e nel tempo concreto in cui ciascuna di noi vive.

Questo è il primo dei quattro percorsi di crescita umano-spirituale che p. Danieli riproporrà in questi giorni.

 

Alle 9.00 in sala guidate da sr Paola apriamo la sessione con un primo sguardo agli obiettivi di questo corso di formazione per una comune comprensione dei significati delle parole:

  1. Condividere il senso del servizio di autorità nella famiglia elisabettina e lo stile proprio

  2. Rileggere lo stile personale e attivare confronto critico e propositivo

  3. Vivere una esperienza di fraternità e di corresponsabilità.

 

Tra i risultati attesi si coglie quale filo conduttore la conversione della superiora…

Ogni superiora ha approfondito:

  1. il significato pastorale del suo servizio di autorità

  2. l’incidenza del potere delle idee nel servizio di animazione e di ‘governo’

  3. il legame profondo tra essere elisabettina in sequela e il servizio alle sorelle dentro al progetto di vita comunitario.

 

Entriamo nel vivo del nostro lavoro e p. Danieli ci introduce ai tre “mattoni” su cui la vita religiosa si fonda: identità, fraternità e servizio. Solo l’equilibrio tra questi tre elementi può garantire la qualità della nostra vita consacrata.

Oggi la nostra attenzione sarà sul primo, quello dell’identità, ma per poterlo mettere fuoco, p. Danieli ci dice che è importante capire il contesto nel quale viviamo. La mattinata pertanto è dedicata alla comprensione del nuovo culto dell’IO, oramai diffuso a livello mondiale e le sue relative conseguenze in termini positivi e non nella proposta formativa alla sequela di Gesù che invece è un invito a ‘mettere il Regno di Dio e la sua giustizia al primo posto’.

A questa proposta non si deve rinunciare, ma ci viene richiesto di qualificarla avendo presente le influenze del nuovo culto della persona, del cambio di mentalità nell’uso del tempo, della domanda di realizzazione personale da parte di chi entra oggi nella vita religiosa.

Nel successivo lavoro di gruppo cerchiamo le conferme e le differenze nei nostri contesti di vita rispetto a quanto abbiamo ascoltato. Ne emerge una sostanziale convergenza che accomuna Paesi diversissimi e che tocca trasversalmente tutte le età: siamo un po’ tutte sotto l’influenza di questo mutato clima culturale mondiale con i suoi rischi e le sue potenzialità.

Il pomeriggio è dedicato a una breve riflessione sui voti, elementi costitutivi della nostra identità e in particolare all’obbedienza che ci accomuna a Gesù e che mette tutta la nostra persona al servizio di un progetto, quello del Padre, che è ben più grande delle nostre singole realizzazioni personali.

Per riqualificare l’obbedienza e con essa ridare valore alla nostra identità, p. Danieli suggerisce 4 punti:

- coltivare la memoria di ciò che caratterizza il nostro carisma rileggendo e approfondendo la ricchezza presente nelle nostre Costituzioni, per rendere vive le motivazioni degli inizi della nostra chiamata e di quella delle sorelle;

- coltivare un profondo senso di Chiesa dove è presente l’unica opera apostolica che è quella di Cristo, consce della nostra unicità ma a servizio dell’unico Signore;

- saper cogliere la presenza dello Spirito presente in tutti e in tutto, aiutare le sorelle a scoprire e a sviluppare i propri carismi personali, cogliendo le potenzialità presenti in ciascuna, promuovendo la vita, favorendone o sviluppo;

- favorire uno spirito di ‘corpo apostolico’ dove cioè, come dice s. Paolo, tutte le membra hanno uguale dignità e l’una non può stare senza l’altra, nella diversità dei compiti e funzioni; dove il risultato finale è di tutta la comunità, non della singola, dove tutto ciò che capita ad un membro della comunità mi riguarda, dove la collaborazione non si prende ma si dona, dove non si aspetta di essere richiesti di un servizio ma volentieri ci si mette a disposizione, dove non ci si ferma all’analisi dei problemi ma ci si mobilita per risolverli.

In sintesi si tratta di una fedeltà nuova all’ispirazione originaria e al contempo fedeltà alla realtà in mutamento; il tutto con equilibrio sia a livello personale che di Congregazione.

 

 

Sabato 21.06.2008

Il secondo percorso di riflessione durante la preghiera è centrato sulla necessità di passare dalla sincerità alla verità. In un tempo in cui da ogni dove si esalta l’autenticità, il rischio è di innalzare a norma morale ciò che di volta in volta piace, si sente, si pensa, creando tante verità ‘personali’. Solo accettando che esista una legge più grande di me, e lasciandomi guidare da essa, mi apro alla Verità. È quanto avviene nel cuore del pubblicano al cap. 18 del vangelo di Luca che, per questo, se ne va giustificato.

Apriamo il lavoro in sala sul secondo mattone: la fraternità.

Attraverso un piccolo esercizio siamo state invitate a dare un voto (da zero a dieci) sulla nostra comunità e ad individuare le ragioni di questa valutazione. Questo ci aiuta ad entrare nel vivo della questione e a scoprire che il Signore non ha scelto persone perfette, non ha chiesto agli apostoli di cambiare natura ma ha chiesto loro di camminare dietro a lui e per farlo sono necessari alcuni minimi elementi di maturità.

P. Danieli ci fornisce di una scheda dove sono presenti alcuni indicatori di maturità della persona verso cui ciascuna può camminare attraverso due importanti mezzi: la consapevolezza di come siamo fatti e l’allenamento (o esercizio) che ci permette di cambiare.

In un’altra scheda analizziamo gli indicatori di maturità di una comunità e successivamente ciò che ostacola o favorisce la vita comunitaria. Tra gli ostacoli maggiori è la negazione dei punti di vista diversi, la contrapposizione a priori che impedisce il dialogo e l’accorgersi della diversità delle percezioni che caratterizzano la nostra quotidianità.

Elementi che al contrario possono favorire sono:

-          l’ascolto profondo del punto di vista altrui

-          ricordare il perché siamo insieme, recuperare la memoria del gruppo

-          di fronte a certi problemi ricercare dati ‘altri’, altri punti di vista

-          recuperare lo spirito di corpo, prendendo decisioni che coinvolgano tutte

-          accettare il principio che ci sono mille modi di fare la stessa cosa

-          resistere alla tentazione di abbreviare i tempi del discernimento attraverso decisioni autoritarie, ma, se necessario, avere il coraggio anche di arrivare a tanto.

 

 

Domenica 22.06.2008

Apriamo la nostra giornata in comunione con la Chiesa egiziana che festeggia la solennità della SS. Trinità. Nella riflessione durante la preghiera di Lodi p. Danieli ci propone l'ultimo itinerario: necessità di passare dal sentito dire all'esperienza personale (cfr Gen 32,30 e Mt 11,17). Conoscenza di Dio non quale frutto di intelligenza, ma accoglienza di un dono, da chiedersi con lo spirito di figli. 

Due aspetti della preghiera che vanno sviluppati: chiedere al Signore che si riveli "mostrami Signore il tuo volto", esaminare la nostra preghiera: dalle tante parole al silenzio che adora una presenza, avendo l'atteggiamento del povero di fronte al Signore che lascia a lui il tempo della sua rivelazione (cfr sl 5,4).

 

Oggi affronteremo il terzo e ultimo "mattone": il servizio, in particolare analizzeremo ciò che e' lo specifico del servizio di autorità.

Fin dal primo giorno del nostro incontro ci e' stato consegnato il recentissimo documento "Il servizio dell'autorità e l'obbedienza", a cura della Congregazione per gli istituti di vita consacrata. In questi giorni p. Danieli molte volte fa riferimento ad esso e ci colpisce quanto la ricerca della nostra Famiglia elisabettina in questi ultimi anni sia in linea con la Chiesa.

Altrettante citazioni vengono dalle nostre Costituzioni da cui si ricava un'idea di leadership che dovrebbe curare soprattutto l'ascolto e l'animazione. Per partire dall'esperienza ci viene proposta una scheda di analisi di una decisone presa dalla comunità, per diventare consapevoli dei passaggi usati nel discernimento comunitario. Il tema del discernimento  viene sviluppato ulteriormente attraverso una dinamica in sala che vede tutte coinvolte.

Successivamente, a partire dalla differenza tra autorità e leadership,  abbiamo analizzato una serie di elementi che possono 'disturbare' un sano esercizio dell'autorità; tra gli altri particolarmente interessante il rapporto tra controllo e partecipazione, che se non in equilibrio, porta disfunzioni anche molto accentuate nella vita della fraternità e del servizio. E, ancora, la tentazione di non applicare il principio di sussidiarietà, o di non contrastare in modo opportuno una certa tendenza a restare sulle cose 'già note, già fatte, già…, o ancora il non seguire il processo di esecuzione delle decisioni già prese (follow up); infine la tecnica dello struzzo e cioè il nascondere la testa per non ammettere la presenza di un certo problema.

Nel pomeriggio, attraverso l'analisi di Atti cap. 15, ci viene proposta in tutte le sue fasi la descrizione di un metodo di lavoro in caso di conflitto su una certa questione, dove elementi chiave risultano essere la lettura dei segni dei tempi e l'ascolto della Parola di Dio.

Termina qui il ricchissimo contributo offertoci da p. Mario Danieli, che nei prossimi giorni verrà ulteriormente elaborato e approfondito con l'animazione di Madre Margherita e di sr Paola Furegon.

 

 

Lunedì 23.06.2008

Mattinata culturale alle piramidi: un tuffo nella grandezza faraonica e nel mistero che accompagna questa civiltà distante quasi 5000 anni.

Veniamo a sapere dopo, parlando con le sorelle egiziane, che la realtà musulmana nella quale siamo immerse a mala pena sopporta la storia precedente alla islamizzazione del Paese; così veniamo a scoprire che i bambini a scuola non studiano la storia dei faraoni: contraddizioni di un Paese che vede gente da tutto il mondo venire a vedere queste meraviglie, vive anche grazie al turismo, ma che chiude la mente alla storia.

Pomeriggio di raccordo: verifica del percorso fatto ed espressione delle attese per i giorni che ci stanno davanti.

 

 

Martedì 24.06.2008

Mattinata da turiste …o quasi.

Prima tappa alla Cittadella, fortezza fatta costruire da Saladino nel XI secolo, ex residenza di re e imperatori ottomani, ora adibita principalmente a museo militare. Vi troneggia al centro una grande moschea, ora non più in uso, dove siamo potute entrare ed avere qualche spiegazione interessante circa l'islam da parte di una guida che conosceva molto bene l'italiano. Dal cortile della fortezza, che e' situata sopra un colle, abbiamo potuto 'contemplare' l'immensità' della città del Cairo con i suoi altissimi palazzi popolari (anche 25 piani), costruiti a distanza ravvicinatissima. Lo sguardo si perde e tenta di immaginare la vita di 20 milioni di residenti e di oltre 6 milioni di pendolari!

La seconda tappa e' tornando indietro verso la montagna del Mokattan, ma in un'altra direzione rispetto a dove siamo ospitate, e cioè nel 'regno' degli 'zibbellin'. Ci inoltriamo con il piccolo pullman tra stradine impervie dove l'attività principale e comune a tutti gli abitanti e' la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti (zibbella). Impressionano i volti abbronzati dal sole, le mani e i vestiti neri dalla sporcizia; giovani e adulti tutti impegnati nella stessa attività. Molti i bambini che giocano nei vicoli con le cose più impensabili raccattate dai cumuli di immondizie. Le sorelle egiziane ci dicono che sono tutti cristiani ortodossi; non e' possibile infatti per un musulmano fare questo tipo di attività 'impura', anche perché nello smaltimento dei rifiuti una funzione indispensabile di …'riciclaggio' viene svolta dai maiali. E' questo il quartiere dove sr Emanuela, delle suore di Notre Dame, ora oltre 90enne e da poco rientrata in Francia, ha vissuto e lavorato per anni, portando speranza e consolazione tra questa gente emarginata, promuovendo la costruzione di ospedali e scuole. Raggiungiamo la base della montagna e lo scenario cambia, ma scendendo dal bus, l'odore nauseante di rifiuti e maiali ci ricorda che siamo a due passi dal quartiere dei rifiuti. La nostra attenzione però e' attratta dalle grandi sculture un po' naïve a strapiombo sopra le nostre teste: episodi della vita di Gesù ricavate dalla roccia. Scopriamo di essere nelle vicinanze di un santuario ortodosso la cui storia e' legata, secondo la tradizione, ad un miracolo ottenuto grazie all'intercessione di un santo semplice un po' particolare nel seguire alla lettera il Vangelo, tanto da arrivare a strapparsi un occhio con uno strumento del suo mestiere: S. Simone, il tintore-calzolaio. Grazie alla sua fede la montagna del Mokattan si sarebbe spostata di oltre 3 km davanti agli occhi increduli del sultano del tempo (X secolo). La persona che ci fa da guida non racconta solo la storia del santuario, ma ci commuove con la sua storia personale di ex zibbellin ubriacone e un po' perso, che ha ritrovato pace 13 anni fa nel seguire nuovamente la via del Vangelo.

Torniamo grate dell'esperienza e provocate da una fede semplice e popolare.

Nel pomeriggio la sessione dei lavori comincia prima del solito: …abbiamo l'impressione che il tempo stringa

Sr Paola ci aiuta ad interpretare il simbolo del nostro incontro. Ricchi e svariati gli interventi da parte di tutte; segnati da vitalità e speranza sia per i nostri 4 Paesi di provenienza che per l’intera famiglia religiosa.

Riprendiamo il lavoro fatto ieri, sottolineando le azioni specifiche che normalmente compiamo in quanto superiore. Successivamente abbiamo cercato quali si riferiscono all’animazione dell’identità, quali all’animazione della fraternità, quali al servizio.

A domani la prosecuzione del lavoro.

Nelle serate, arricchite dalla sospirata brezza cairese, ci raccontiamo chi siamo come comunità, dove siamo, mandato, difficoltà e …sogni.

 

 

Mercoledì 25.06.2008

Oggi in assemblea, e poi divise in gruppi, confrontiamo le azioni tipiche della superiora, individuate ieri, con quanto ci dicono le nostre fonti e il magistero della Chiesa. Il lavoro, molto intenso ed interessante, ci vede impegnate a rileggere testi che conosciamo ma che, alla luce di quanto appreso in questi giorni, ritrovano una loro forza e significato nuovi.

A metà mattina il contributo francescano di p. Giuseppe Masloum e poi la S. Messa.

Nel pomeriggio, con un record di temperature esterne, abbiamo dedicato altro tempo alla conclusione del lavoro in gruppo, per finire con un momento assembleare su questioni poste, con il contributo di madre Margherita.

Serata fraterna animata, in occasione del compleanno della Delegata, sr Margherita Nebar, e scambio di doni dalle comunità di diversi Paesi.

 

 

Giovedì 26.06.2008

Intensa e vivace la discussione in sala riprendendo i temi di ieri, in particolare circa l’animazione dell’identità, uno dei tre ambiti di impegno della superiora.

Madre Margherita sottolinea la necessità di tornare sempre alle fonti della nostra identità, ma di esercitarci a rileggerle evidenziando, soprattutto nelle Costituzioni, le espressioni che più specificamente illustrano l’essere proprio di francescane elisabettine, per acquisire sempre di più il nostro stile e le motivazioni che lo sostengono.

Prima della celebrazione eucaristica avviamo il lavoro sul secondo ambito e cioè l’animazione della vita fraterna. Ci viene proposta una esercitazione in gruppo su come presentare alla comunità una lettera importante della Madre generale nella quale viene chiesta disponibilità alle suore per un cambio di servizio; a noi il compito di indicare i passi per preparare tale comunicazione. Dal contributo di tutte ne esce un quadro interessante, premessa di quanto seguirà nel pomeriggio.

Alla ripresa in sala, assistiamo ad un incontro comunitario simulato, una esercitazione sul discernimento comunitario. Se ne per ricavano indicazioni generali interessanti. Molto articolati e ricchi il contributo e i commenti da parte di tutte.

Affrontando il terzo ed ultimo ambito di animazione, quello della animazione del servizio, sr Paola ci offre alcuni spunti teorici sul significato di ‘potere’; in particolare analizza il potere come controllo, come possibilità, e infine come servizio, come possibilità che mi è data di far crescere e di prendermi cura.

A conclusione di questa sessione di lavoro, la Madre propone un incontro di gruppo che interessa distintamente le superiore delle comunità dei diversi Paesi; siamo invitate allora a preparare un elenco di questioni - problemi che vogliamo trattare l’indomani… un’opportunità un po’ speciale da non lasciar scappare.

Nella serata proiezione delle foto della recente prima professione in Kenya e di quelle scattate durante la visita alle Piramidi e alla Cittadella; grazie allo schermo e… alle nuove tecnologie, riusciamo a vederle all’aperto, gustando un po’ di tregua dal caldo specialissimo di questi giorni.

 

 

Venerdì 27.06.2008

La giornata si apre con la presentazione da parte di Madre Margherita della lettera 296 di madre Elisabetta ad una superiora; ad Antonia: una lectio che dà grande spessore al lavoro di questi giorni, ne sintetizza e dilata gli orizzonti. Di particolare importanza il valore di una certa ascesi personale che guidi alla pratica di alcune virtù, tra queste la pazienza, affinché le nostre parole e avvisi siano benedetti.

 Giornata dedicata all’attenzione alle singole realtà. Gli incontri animati e presieduti dal Consiglio Generale ci hanno viste impegnate come segue: la mattina le superiore della Delegazione, il pomeriggio quelle del Kenya. E’ occasione anche per avere indicazioni ulteriori, da sr Maritilde, su questioni economali.

 Il gruppo che non era impegnato con il Consiglio Generale doveva, nel frattempo, esercitarsi in un lavoro di discernimento comunitario per definire i bisogni di tipo economico della comunità fittizia e inoltrare la domanda, con preventivi relativi, alla superiora competente. Esercitazione molto interessante, guidata da una scheda che ci ha aiutate a procedere passo-passo, fino alla formulazione della lettera dove venivano espresse le motivazioni ed anche il processo avvenuto.

 In serata ricreazione animata dalle sorelle provenienti dal Kenya; concludiamo in fraternità con la felice sorpresa dell’arrivo di Ollio e Stanlio, giunti al Cairo in visita… culturale!

 

 

Sabato 28.06.2008

Apriamo la giornata in sala con una lectio della superiora generale sulla lettera 299 di madre Elisabetta ad una superiora; anche questa sembra indirizzata a sr Antonia.

La lettera colma di tenero affetto scritta nel tempo della piena maturità spirituale di Madre Elisabetta ed inoltre la lettura viva, ricca e profonda che ne fa Madre Margherita, provocano l’assemblea ad una serie di riflessioni che animano il clima in sala. Tra gli aspetti importanti di questa lettera, il valore della conoscenza di sé, dei propri difetti e il servizio reciproco che ci doniamo in comunità ogniqualvolta siamo specchio le une alle altre. 

Alla ripresa dei lavori viene dedicato tempo a tutte le domande, gli argomenti, i dubbi che ancora possono abitare le nostre menti e cuori che riteniamo meritare ulteriore attenzione.

Dopo il break ci viene proposta un’altra simulata dove la comunità fittizia è convocata per un incontro fraterno in vista della verifica e relazione di fine anno. Moltissimi gli elementi raccolti dalla osservazione delle sorelle; la discussione in sala vede la partecipazione vivace di tutte.

Madre Margherita dedica del tempo alla spiegazione dell’importanza dei documenti comunitari (cronaca, verbali, preventivi, etc…) del loro valore in relazione alla identità della comunità.

Nell’ultima parte della mattinata e nel primo pomeriggio sr Maritilde dedica altro tempo alle domande poste dalle sorelle in assemblea riguardo altre questioni di carattere economale; la presentazione di sr Maritilde non è solo tecnicamente molto precisa, ma allarga al senso del nostro essere consacrate e del nostro vivere in una comunità.

A metà pomeriggio ci vengono consegnati due fascicoli, per approfondire il tema dell’autorità, da un punto di vista relazionale e psicologico e la stesura finale della ricerca fatta sulle azioni di competenza della superiora, sussidi preziosi che porteremo a casa.

Ultimo lavoro della giornata: riunite in gruppi misti dobbiamo cercare di scrivere le linee di un progetto formativo per il compito di superiora, toccando sia il livello personale che di gruppo di provenienza.

Dai vari contributi emergono sostanziali linee comuni. A livello personale le indicazioni riguardano principalmente una cura rivolta all’autoformazione, crescere nella capacità di ascolto, rimotivare la diaconia alle sorelle; a livello di gruppo si tratta di riprendere i contenuti di questa assemblea approfondendoli, di programmare itinerari formativi tra superiore della medesima circoscrizione, creare momenti di supervisione di gruppo, far circolare materiale formativo.

La preghiera dei primi vespri della solennità dei santi Pietro e Paolo viene fatta in sala ed è basata sulla meditazione del Vangelo della festa di domani, accompagnata da immagini che ci aiutano ad entrare nella domanda che sentiamo rivolta a noi personalmente: ‘E tu, chi dici che io sia?’

A degna conclusione di tal giornata, la ricreazione si colora di ricordi, canzoni e… finalissimo, di un dono speciale: una matita colorata proveniente dalla Provincia italiana. Perché una matita? Per imparare ad essere calde, leggere, per lasciarci correggere e… temperare dalla vita.

Da tutte noi GRAZIE!

 

 

Domenica 29.06.2008

La santa Messa celebrata da p. Adel Zaki, ofm apre la giornata con una nota importante per la nostra vita fraterna elisabettina: Paolo e Pietro uguali e diversi, uniti dalla misericordia di Dio.

Questa mattina ci aspetta la visita al museo egizio e il risultato va ben oltre le nostre attese!

Facilitate da una guida brillante che parlava bene l’italiano, siamo state introdotte nei misteri di una storia immensa, nei particolari tecnici di una civiltà molto evoluta da un punto di vista costruttivo-architettonico, e allo stesso tempo ‘ricca’ delle debolezze umane e dei peccati che attraversano i popoli di ogni tempo e di ogni luogo e che ci fanno sentire, così, parte di un’unica umanità.

Tra le altre bellezze ci soffermiamo alla sala di Tutankamon, il re ucciso giovanissimo, la cui tomba, costruita come un labirinto per prevenirne l’usurpazione, è stata l’ultima ad essere scoperta e che ha fatto emergere un tesoro di smisurato valore. Nel bus che ci riporta al Mokattam le domande e i commenti proseguono, alimentando l’incontro e o scambio tra sorelle di provenienze e storie così diverse. Appunto, noi … così uguali e così diverse!

Ci ritroviamo in sala nel pomeriggio per la sessione di lavoro conclusiva, dedicata alla verifica.

Dopo un riordino guidato di tutto il materiale ricevuto, siamo in grado di individuare i passaggi più significativi di questo percorso formativo che ci ha viste insieme per 10 giorni.

Nel contributo di ciascuna emerge una generale soddisfazione e profonda gratitudine al consiglio generale per aver sognato e realizzato questo incontro, per la qualità di quanto abbiamo ricevuto, per l’occasione così speciale di un confronto attivo e libero sul nostro servizio di autorità, per la fraternità che ci ha unito da Paesi diversi.

Sale anche un GRAZIE grande a tutte le sorelle elisabettine che hanno seguito questa assemblea con la preghiera e uno tutto speciale alle nostre fraternità che, sostituendoci, …ci hanno permesso di lasciare le nostre attività.

La preghiera conclusiva in sala, accompagnata da immagini suggestive e da musica, è un mosaico di espressioni sul tema del pascere, tratte dalle nostre fonti elisabettine e intercalate dalla Oratio pastoralis, preghiera bellissima di Aelredo di Rievaulx, citata al termine dell’istruzione ‘Il servizio dell’autorità e l’obbedienza’.

Una conclusione profonda e in stile, degna di quanto vissuto.