INIZIATIVE DI SOLIDARIETA'
Un lebbrosario nel deserto: ABU ZAABAL
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È
un ospedale-villaggio composto da tre “quartieri”, due riservati agli
uomini e uno alle donne; ospita circa 850 ammalati.
Ad esso è connesso un villaggio
abitato da 370 famiglie nelle quali almeno uno dei genitori è un
exanseniano che non ha potuto reinserirsi nel luogo di origine.
La lebbra discrimina, rende
l’ammalato un morto civile!
Tuttavia si deve riconoscere che
l’opinione pubblica è migliorata nel considerare chi è colpito da questa
malattia. |

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Le Suore francescane elisabettine sono arrivate ad Abu Zaabal nel 1985:
celebravano i 50 anni di presenza in Egitto.
Esse offrono non solo prestazioni infermieristiche ma si fanno sorelle e
madri; sono intermediarie presso chi amministra il lebbrosario perché
ciascun ospite si senta “persona” amata, rispettata, viva con dignità e
riacquisti quella autonomia che gli permette di costruire una vita
serena anche attraverso un lavoro adeguato. |
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Chi visita Abu Zaabal respira “aria di famiglia”: cristiani e musulmani
convivono serenamente e si aiutano a vicenda, li unisce la comune
speranza di superare i limiti della malattia e, nei più giovani, la
volontà di lottare per vincerla così da reinserirsi nella società.
Il lebbrosario è governativo e come tale gode di autonomia economica per
la ... sopravvivenza! ma poiché la vita è molto di più le suore stanno
favorendo la presenza di volontari egiziani ed europei che portano in
dono amicizia, cura e aiuto nella realizzazione di progetti che
migliorano l’insieme della struttura.
Progetti per |
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rendere autosufficienti gli ammalati
Una protesi ortopedica Euro 500
favorire reinserimento e
autonomia a guarigione avvenuta
contributo per comperare:
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un asino Euro 200
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una mucca Euro 850
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una macchina da cucire Euro 250
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una pompa per l’acqua Euro 450
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contributo per avviare
un piccolo negozio Euro 850
Ulteriori informazioni nel depliant
lebbrosario |
Adozioni a
distanza
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L’adozione a distanza
è la
modalità scelta, da noi Suore Elisabettine a Neqada e Tawirat (Qena) e a
Maghagha (Minia) - due cittadine dell’Alto Egitto - per favorire la
frequenza della scuola materna e primaria da parte di bambini
svantaggiati dalle precarie condizioni economiche della propria
famiglia.
Un’attenzione particolare è riservata alle bambine che normalmente
hanno meno possibilità formative rispetto ai maschi. |
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La “adozione” non comporta, di solito, uno scambio diretto di
corrispondenza tra i “genitori italiani” e l’adottato per evitare
l’insorgere, nella famiglia di quest’ultimo, di nuove esigenze di aiuto
non controllabili a distanza.
La referente in loco si rende garante del corretto uso del denaro
inviato e manda periodicamente notizie del bambino/a. |
La
spesa annua che si deve affrontare è di
160 Euro per la scuola materna
250 Euro per la scuola elementare
essa non copre tutte le spese, una parte anche piccola e
differenziata (commisurata alle possibilità economiche) la sostiene la
famiglia perché non si ritiene educativo esonerarla completamente;
è un beneficio di cui godono tutti i poveri, cristiani e musulmani
indiscriminatamente.
Non sono condizionanti i limiti di tempo per i quali ci si può
impegnare.
Ovviamente la continuità, pari alla durata del ciclo scolastico
prescelto, garantisce meglio l’azione di aiuto. L’adozione è annuale,
rinnovabile.
Un aiuto a bambini del
Sudan
VUOI FARE QUALCOSA PER I
BAMBINI DEL SUDAN?
Potresti unire il tuo aiuto
a quello delle mamme che
che cercano di guadagnarsi il pane in maniera dignitosa e
onesta. Per esempio dare il tuo contributo per l’acquisto di:
una pezza di stoffa in cotone € 50,00
una pezza di stoffa in terital € 90,00
una macchina da cucire € 175,00
A nome loro ti ringraziamo di ogni gesto di solidarietà ed
amicizia.
Con chi prendere contatto:
in Italia o
in Egitto e Sudan