Casa Delegazione "E.Vendramini" - 31, Sh Studio Misr 12561 Ghiza El Ahram - Egitto





 

INIZIATIVE DI SOLIDARIETA'

 

Un lebbrosario nel deserto: ABU ZAABAL

È un ospedale-villaggio composto da tre “quartieri”, due riservati agli uomini e uno alle donne; ospita circa 850 ammalati.

Ad esso è connesso un villaggio abitato da 370 famiglie nelle quali almeno uno dei genitori è un exanseniano che non ha potuto reinserirsi nel luogo di origine.

La lebbra discrimina, rende l’ammalato un morto civile!

Tuttavia si deve riconoscere che l’opinione pubblica è migliorata nel considerare chi è colpito da questa malattia.

Le Suore francescane elisabettine sono arrivate ad Abu Zaabal nel 1985: celebravano i 50 anni di presenza in Egitto.

Esse offrono non solo prestazioni infermieristiche ma si fanno sorelle e madri; sono intermediarie presso chi amministra il lebbrosario perché ciascun ospite si senta “persona” amata, rispettata, viva con dignità e riacquisti quella autonomia che gli permette di costruire una vita serena anche attraverso un lavoro adeguato.

Chi visita Abu Zaabal respira “aria di famiglia”: cristiani e musulmani convivono serenamente e si aiutano a vicenda, li unisce la comune speranza di superare i limiti della malattia e, nei più giovani, la volontà di lottare per vincerla così da reinserirsi nella società.

Il lebbrosario è governativo e come tale gode di autonomia economica per la ... sopravvivenza! ma poiché la vita è molto di più le suore stanno favorendo la presenza di volontari egiziani ed europei che portano in dono amicizia, cura e aiuto nella realizzazione di progetti che migliorano l’insieme della struttura.

 

Progetti per

 

􀂗 rendere autosufficienti gli ammalati

Una protesi ortopedica Euro 500

􀂗 favorire reinserimento e autonomia a guarigione avvenuta

contributo per comperare:

- un asino Euro 200

- una mucca Euro 850

- una macchina da cucire Euro 250

- una pompa per l’acqua Euro 450

- contributo per avviare un piccolo negozio Euro 850

Ulteriori informazioni nel depliant lebbrosario

 

Adozioni a distanza

L’adozione a distanza è la modalità scelta, da noi Suore Elisabettine a Neqada e Tawirat (Qena) e a Maghagha (Minia) - due cittadine dell’Alto Egitto - per favorire la frequenza della scuola materna e primaria da parte di bambini svantaggiati dalle precarie condizioni economiche della propria famiglia.

Un’attenzione particolare è riservata alle bambine che normalmente hanno meno possibilità formative rispetto ai maschi.

La “adozione” non comporta, di solito, uno scambio diretto di corrispondenza tra i “genitori italiani” e l’adottato per evitare l’insorgere, nella famiglia di quest’ultimo, di nuove esigenze di aiuto non controllabili a distanza.

La referente in loco si rende garante del corretto uso del denaro inviato e manda periodicamente notizie del bambino/a.

 

La spesa annua che si deve affrontare è di

160 Euro per la scuola materna

250 Euro per la scuola elementare

essa non copre tutte le spese, una parte anche piccola e differenziata (commisurata alle possibilità economiche) la sostiene la famiglia perché non si ritiene educativo esonerarla completamente;

è un beneficio di cui godono tutti i poveri, cristiani e musulmani indiscriminatamente.

Non sono condizionanti i limiti di tempo per i quali ci si può impegnare.

Ovviamente la continuità, pari alla durata del ciclo scolastico prescelto, garantisce meglio l’azione di aiuto. L’adozione è annuale, rinnovabile.

 

 

Un aiuto a bambini del Sudan

VUOI FARE QUALCOSA PER I BAMBINI DEL SUDAN?

Potresti unire il tuo aiuto a quello delle mamme che che cercano di guadagnarsi il pane in maniera dignitosa e onesta. Per esempio dare il tuo contributo per l’acquisto di:

una pezza di stoffa in cotone € 50,00

una pezza di stoffa in terital € 90,00

una macchina da cucire € 175,00

A nome loro ti ringraziamo di ogni gesto di solidarietà ed amicizia.

 

Con chi prendere contatto:

in Italia o in Egitto e Sudan