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SUPERIORE GENERALI
Elisabetta Vendramini (1833-1860) Nel 1833 le prime quindici suore, riunite in Capitolo, il primo della famiglia terziaria, elessero la fondatrice Elisabetta Vendramini come superiora generale, carica che le fu confermata, di triennio in triennio, fino alla morte, avvenuta a Padova il 2 aprile 1860. Alla sua morte le suore erano circa 120.
Antonia Canella
(1860-1874) Madre Canella si dedicò a consolidare l'Istituto, a formare le suore e a trasmettere loro la ricchezza umana e spirituale della Fondatrice avendo cura di conservarne gli Scritti. Ampliò la Casa Madre e, per opera di benefattori, poté realizzare una più ampia cappella, dedicata a San Giuseppe. Nel 1868, con acutezza di mente e incredibile tenacia, salvò la Congregazione dalla soppressione e dalla confisca dei beni da parte del governo italiano.
Placida De Rocco (1874-1900)
Molto apprezzata dalle
suore per acutezza di mente e larghezza di cuore, seria pietà e saggia
Dal carattere magnanimo e forte, madre Augusta Calvi, nonostante l'età avanzata, diresse l'Istituto con polso fermo e con molta rettitudine. Nel marzo 1902 rassegnò le dimissioni dalla carica per motivi di salute. La sua opera restò viva nelle suore per la testimonianza della ricchezza ricevuta dalla Fondatrice e la dichiarazione sulle sue virtù.
Adelina Pagnacco (1902-1908)
Rosalia Petich (1908-1921)
Madre Rosalia completò
il consolidamento giuridico dell'Istituto. Nel 1910 ottenne da
Madre Ermelinda Pellizzari governò l'Istituto con intelligenza, coraggio e saggezza nel complesso momento della ripresa del dopoguerra. Colpita da malattia incurabile si spense il 18 agosto 1923, a soli 54 anni.
Agnese Noro (1923-1944)
Madre Costanzina, assunse l'incarico di Superiora generale dopo aver retto l'istituto alla morte di madre Agnese Noro fino alla conclusione della guerra mondiale; si distinse per decisione organizzativa, slancio vitale, prudenza e carità. Il tempo del suo governo fu particolarmente fecondo di nuove vocazioni che consentirono numerose aperture di opere.
Alfonsina Muzzo
(1957-1969)
Il governo di madre Alfonsina fu segnato dall'evento del concilio Vaticano II che portò la famiglia elisabettina alla celebrazione del Capitolo speciale di rinnovamento (1968) con il quale sono state poste le premesse per una svolta decisiva nel cammino dell'Istituto. Fu sua cura la formazione spirituale e professionale delle suore fin dai primi anni di vita religiosa con l'istituzione dello iuniorato (1967). Le molte professioni di questi dodici anni favorirono ulteriormente l'estensione dell'Istituto in nuove opere in Italia e all'estero.
Bernardetta Guglielmo (1969-1987)
Francapia Ceccotto (1987-1999) Nei dodici anni di governo madre Francapia ha dato un notevole contributo allo studio della spiritualità della fondatrice Elisabetta Vendramini e ha potuto vedere realizzato il processo della sua beatificazione, avvenuta il 4 novembre 1990 a Roma. Attenta lettrice dei segni dei tempi, in uno stile di ampio coinvolgimento della famiglia, l'ha orientata verso i nuovi orizzonti della carità come risposta ai bisogni emergenti, in Italia e all'estero, dove ha sostenuto l'impianto del carisma attraverso il consolidamento delle comunità missionarie.
Margherita Prado (1999- 20.... Il suo governo, avviato alla vigilia del grande giubileo del 2000 è impegnato nella realizzazione del piano congregazionale definito dal Capitolo del 1999 dando particolare impulso alla formazione alla corresponsabilità, alla partecipazione, all'interculturalità. Il 6 gennaio 2002 è avvenuto il processo di costituzione di un'unica provincia in Italia con lo scioglimento delle tre precedenti province. |
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